La falsa fine del mondo

I simboli scolpiti sui pilastri di pietra dell’antico tempio di Gȍbekli Tepe, nella Turchia meridionale, e in particolare i bassorilievi sulla Stele dell’Avvoltoio, riportati alla luce nel 1995, non raffigurano affatto l’impatto di comete sulla Terra responsabile della perdita di molte vite umane circa 13mila anni fa e, quindi, della fine del mondo. La notizia, rimbalzata, fra gli altri, dall’ANSA e da La Stampa, secondo cui l’Università di Edimburgo (Scozia) ha trovato prove sufficienti dimostranti quel cataclisma è infatti falsa.

Dai dettagli menzionati si arguisce che la fonte della notizia è uno studio scientifico pubblicato sulla rivista Mediterranean Archaeology and Archaeometry, pubblicata dal Dipartimento di Studi Mediterranei dell’Università dell’Egeo di Rodi (Grecia). La testata è attualmente valutata dalla comunità accademica con un impact factor di 0.35, ossia ritenuta di autorevolezza infima. Del resto la sua reputazione non è mai stata particolarmente alta (il picco storico, comunque bassissimo, è stato 0.60) e negli ultimi quattro anni è perfino peggiorata.

Secondo la rivista per mezzo dell’analisi della posizione dei simboli e dalle speculazioni dei ricercatori si penserebbe che il bassorilievo sia stato scolpito intorno all’11mila avanti Cristo a scopo di monito per le generazioni successive, conservando il ricordo della morte delle persone attraverso l’immagine di un uomo senza testa. Il corpo celeste avrebbe causato l’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre, una breve era glaciale della durata di circa mille anni, l’estinzione di molte specie animali e la distruzione di antiche civiltà avanzate.

La notizia è stata l’occasione per rispolverare la teoria dello scrittore Graham Hancock, secondo il quale «l’impatto di una cometa ha posto fine ad una società molto evoluta che ha lasciato tracce di sé nella perfezione delle piramidi di Giza e in altri inspiegabili monumenti ciclopici sparsi per il pianeta». Un’affascinante trama che ad oggi non ha riscontro scientifico.

Si è proposto pure che se l’asse terrestre si è davvero spostato a causa di quella catastrofe allora l’Antartide non era ghiacciata e nasconderebbe i segreti di quelle civiltà, teoria smentita dai carotaggi già datati a quasi 800mila anni.

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